Greenpeace e le mini guide per applicare l’economia circolare

Da anni attiva per la tutela dell’ambiente Greenpeace, organizzazione non governativa fondata in Canada negli anni 70 dello scorso secolo, non può che schierarsi a favore del modello di economia circolare che si basa sulle tre R: REDUCE – REUSE – RECYCLE.

In linea con le varie battaglie che Greenpeace porta avanti da anni per la tutela dei mari, del clima e dell’ambiente più in generale, il modello di economia circolare ha trovato supporto nelle campagne finalizzate:

  • alla riduzione dell’inquinamento da smog nelle grandi città, in cui si punta a scuotere le coscienze dei cittadini non solo chiedendo loro di utilizzare maggiormente mezzi che non funzionano grazie a combustibili fossili ma anche sollecitandoli a rivolgersi agli amministratori delle che sia inibito, grazie allo strumento normativo, l’utilizzo di mezzi a diesel.
  • Al riutilizzo delle materie prime. Un esempio è la campagna svolta in collaborazione con gli esperti di Italia Solare, che punta a diffondere l’idea di munirsi di strumentazioni, come i pannelli solari, che producono energia senza inquinare.
  • Al riciclo di materiali come la plastica. Il tema si intreccia con una delle problematiche del pianeta che sta molto a cuore all’organizzazione non governativa, cioè la tutela del mare. Tra i primi a denunciare il grave danno che la presenza di oggetti di plastica micro e marco, provochi alla fauna marina, hanno appoggiato con entusiasmo e fiducia le proposte normative dell’UE finalizzate a vietare l’utilizzo di oggetti di plastica monouso.

Greenpeace ha riunito in una serie di mini guide i consigli per condurre uno stile di vita più sostenibile e fare acquisti più responsabili: per esempio, per scegliere l’energia rinnovabile, il pesce giusto, ridurre l’uso della plastica, inquinare meno, ecc.

Per saperne di più, visita il sito: https://www.greenpeace.org/italy/esplora/

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