La raccolta differenziata: fiuta e rifiuta

Oggi parlare di raccolta differenziata ed economia circolare significa parlare di rispetto dell’ambiente.

Anche se le prime leggi e la prima regolamentazione risalgono agli anni 40 del secolo scorso, fino a qualche anno fa il problema dei rifiuti era, comunque, rilegato solamente alle problematiche di carattere sanitario e di decoro urbano.

Il nostro Paese, con la Legge Ronchi del 1997, è stato sicuramente uno degli apripista a livello europeo ad introdurre nozioni e azioni volte ad incrementare la raccolta differenziata ed il riciclaggio, definendo una gerarchia di gestione dei rifiuti e introducendo un sistema di tassazione equo basato sul concetto “chi più consuma, più paga”. Con l’introduzione di questa legge si è passati dal 9% al 52,5% di materiale raccolto correttamente.

La produzione giornaliera media di rifiuti per abitante però è in costante aumento: nel 2018 la produzione nazionale dei rifiuti urbani (RU) si aggirava attorno a 30,2 milioni di tonnellate, con una crescita del 2% rispetto al 2017.

Diverse città hanno fatto passi da gigante, arrivando persino al 70% di raccolta differenziata; ma questi sforzi risultano insufficienti in assenza di infrastrutture di recupero e riciclo post raccolta differenziata omogenee su tutto il territorio nazionale.

Sussistono ancora grosse differenze di raccolta tra le regioni e, talvolta anche tra le provincie, nonostante nel 2017 con la Norma UNI 11686 si sia cercato di dare direttive comuni a riguardo.

Tale norma ha definito un modo univoco d’identificare su tutto il territorio italiano, tramite elementi quali colori, simboli e testo, quale rifiuto deve essere conferito in ciascun cassonetto.

È risaputo che tale pratica è difficile da applicare a causa delle diverse abitudini, ricchezze e cultura dei cittadini, ma non dobbiamo dimenticare che la gestione del rifiuto inizia prima di tutto tra le mura di casa.

Con una debita coscienza comune potremmo risolvere il problema delle discariche e potremmo risparmiare enormi quantità di energia e materie prime (es. la produzione di 1 t di carta riciclata richiede circa 400.000 litri d’acqua e 5000 kWh in meno di una stessa quantità di carta nuova).

Per questo, tra le attività previste dal presente Progetto GenerAZIONI in circolo, abbiamo deciso di realizzare il Fiuta e Rifiuta, una gara tra i cittadini di varie città italiane facendoli sfidare. Vince chi riuscirà a “conferire” correttamente il maggior numero di rifiuti che faremo scegliere loro.

Questo è “Fiuta e Rifiuta” la prima gara tra città e cittadini per la raccolta differenziata.

Il vincitore sarà sempre e comunque il nostro ambiente!

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