Le banche del tempo: una particolare applicazione di Economia Circolare

In questo articolo vogliamo dedicare un piccolo spazio ad un PRODOTTO DA RECUPERARE un po’ particolare: il TEMPO. Anche il nostro tempo RECUPERATO E RIADATTATO può rientrare nell’applicazione del paradigma Economia Circolare. Il nostro Tempo al servizio degli altri e viceversa, come l’esempio delle BANCHE DEL TEMPO ci dimostrano in maniera efficace e innovativa.

La locuzione Banca del Tempo si affaccia per la prima volta nel panorama italiano agli inizi degli anni ’90. Nata a Parma, l’iniziativa è stata, tuttavia, sviluppata e portata alla ribalta, nazionale ed internazionale, da un gruppo di donne di Santarcangelo di Romagna. Nel 1995, l’idea ha suscitato l’interesse di numerose associazioni e gruppi, raccogliendo sempre più consensi e, nel giro di pochissimo tempo, le Banche del Tempo hanno accresciuto la loro presenza sul territorio in misura esponenziale, tanto che dalle iniziali 5, attive alla fine del ’95, divenute circa 70 nel ’96, oggi siamo oltre quota 220, tra attive e in corso di progettazione/sperimentazione.

Ma che cos’è, in concreto, una Banca del Tempo e come funziona?

Innanzitutto la particolarità di questa Banca sta nel tipo di “valuta”, che non è monetaria, ma è data appunto dal Tempo. Il progetto si sviluppa attorno al concetto di reciproco scambio di attività, servizi e conoscenze. Chi si iscrive alla Banca del Tempo – il correntista – compila una lista (indicativa), dove definisce sia le prestazioni che intende offrire, che quelle di cui vorrebbe usufruire. Il valore della prestazione esula delle differenze economiche fra professionalità differenti. La reciprocità alla base è di tipo indiretto, laddove debiti e crediti, derivanti da ogni scambio, non si configurano nei confronti del singolo, bensì della Banca, che funge da intermediario. Inoltre i crediti e i debiti registrati nel conto corrente possono essere spesi e saldati nei confronti di qualsiasi aderente/correntista. Ogni individuo cerca di mantenere il saldo del proprio conto corrente tendente allo zero.

Cosa si può scambiare in una Banca del Tempo?

Buttiamo giù qualche esempio, consapevoli che la lista del “cosa so fare” è lunga, creativa e anche divertente. Si può offrire o ricevere la capacità di stirare, di fare le torte, di cucire, di riparare gli elettrodomestici, di accudire gli animali o di potare le piante, ma anche dare lezioni di computer, matematica o lingua straniera, fare un massaggio rilassante.

Le attività, basate sull’antico baratto, sono innumerevoli e permettono di non avere intermediazioni e pagare denaro. L’unico limite potrebbe essere rappresentato dal fatto che, a volte, ciò che stiamo cercando non è immediatamente disponibile, soprattutto se si cerca un servizio particolare, poiché appunto ci si affida alla disponibilità e tempo libero degli altri colleghi correntisti.

Come dare inizio ad una Banca del Tempo?

Le Banche del Tempo possono essere attivate da chiunque, partendo da un piccolo gruppo che concorda il progetto e dà il via allo scambio. Il gruppo promotore amplierà successivamente la cerchia inziale reclutando nuovi “correntisti”, che consentano lo scambio tra più persone, con conseguente aumento delle opzioni di prestazione. Le modalità, i tempi e le condizioni vengono definiti dal gruppo stesso, in totale autonomia. 

Da un punto di vista sociale le Banche del Tempo rappresentano una grande innovazione, che evidenzia non pochi vantaggi, determinando un complessivo miglioramento della vita, dato dalla possibilità di usufruire di prestazioni altrimenti non fruibili per questioni economiche o organizzative. Contribuiscono, inoltre, alla costituzione di una solida rete sociale, anche attraverso l’interazione interculturale ed intergenerazionale.

Senza dimenticare che possono essere un valido aiuto, soprattutto nelle grandi città più che nei piccoli centri dove la rete fiduciaria è maggiormente sviluppata, per venire incontro a problematiche più o meno latenti di isolamento, solitudine, difficoltà economiche.

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